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L’alternativa open source


Il dibattito è entrato anche nelle aziende più tradizionaliste: le piattaforme 'gratuite' sono affidabili come componenti dell’informatica d’impresa oppure no? Vediamo come un IT manager può rispondere alla domanda


Immaginate di essere a capo dello staff IT e che stia per partire il progetto di una nuova applicazione, magari - è molto probabile, di questi tempi - aperta al Web come canale di interazione con partner e clienti. Avete già il problema di scegliere tra le molte soluzioni commerciali che vi hanno proposto, quando qualcuno suggerisce di dare anche un’occhiata all’open source.

Fino a uno-due anni fa il problema non si sarebbe posto: impensabile l’idea di basare l’IT aziendale su software sviluppato da non si sa bene chi, supportato da una generica comunità di programmatori indipendenti. Oggi la situazione è diversa e l’alternativa tra software commerciale e soluzioni open source è quantomeno da considerare. Slogan a parte, fare di più con meno è il mandato più o meno ufficiale degli IT manager: l’idea di cancellare la voce "costo di acquisto del software" dal budget di un progetto fa gola a chiunque. Anche se, come vedremo, software "libero" non significa affatto che l’informatica diventi gratis.

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