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Open Source nella Pubblica Amministrazione: il caso della Provincia di Pisa


Dall'Office Automation alla gestione di processi complessi: l'ente pubblico toscano ha esteso l'adozione dell'Open Source nei Comuni di sua competenza

La Pubblica Amministrazione impiega annualmente una consistente quantità di risorse finanziarie per l’acquisto di licenze per l’utilizzo di software. L'introduzione di tecnologie "aperte" potrebbe contribuire alla riduzione di tale spesa o alla riconversione di tali risorse a favore di altri obiettivi, quali, ad esempio, lo sviluppo delle economie locali.
Le motivazioni per l’utilizzo del software Open Source e dei formati aperti risiedono proprio nell’estrema versatilità e adattabilità offerta dal software aperto, e nel risparmio sull’acquisto delle licenze d’utilizzo del software. Tale risparmio vale sia per la Pubblica Amministrazione sia per il cittadino, al quale non è richiesto di acquistare software proprietari per accedere alle informazioni e ai servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione stessa. Ciò si traduce a sua volta in una maggiore accessibilità dei servizi pubblici.


L'esperienza pisana

Sono queste le premesse del caso dell'Amministrazione Provinciale di Pisa, che rappresenta un fulgido esempio nel panorama della Pubblica Amministrazione in Italia per quanto riguarda l'utilizzo di software Open Source.
Per avere il quadro strategico entro cui la Provincia di Pisa si sta muovendo IDC ha intervistato Paolo Picchi, Responsabile Sistemi Informativi e principale promotore dell'introduzione delle tecnologie "aperte" all'interno del sistema informativo dell'ente.
La Provincia di Pisa partecipa - insieme ad altri partner italiani fra cui la Provincia di Genova - al progetto COSPA (Consortium for studying, evaluating, and supporting the introduction of Open Source Software and Open Data Standards in the Public Administration), co-finanziato dalla Commissione Europea.
Molti sono i progetti in ambito Open Source che l'Ente ha al suo attivo: uno dei più interessanti riguarda l'introduzione del pacchetto di Office Automation OpenOffice, opportunamente personalizzato e sviluppato per consentirne un agevole utilizzo da parte del personale.
E non solo. Il progetto si estende anche agli applicativi di Content Management: i comuni della Provincia di Pisa possono - utilizzando pacchetti sviluppati completamente in modalità open source - gestire il proprio sito Web.
L'utilizzo di OpenOffice da parte dell'Ente ha comportato anche un compromesso nei confronti del fornitore "ufficiale" dei servizi (Insiel) che ha messo a punto delle procedure operative per rendere compatibile lo scambio di documenti in formato aperto.


Non solo Office

Si potrebbe obiettare che le esperienze di applicazioni Open Source (soprattutto nell'ambito della Pubblica Amministrazione) si limitino principalmente all'ambito dell'Office Automation.
Non è così: la Provincia di Pisa ha al suo attivo esperienze concrete di automatizzazione di processi organizzativi ben più complessi, che hanno un impatto diretto sull'efficienza e sulla produttività dell'ente. Qualche esempio: un applicativo per la gestione delle gare e dei contratti d'appalto, un pacchetto per la gestione degli espropri.
Questi pacchetti vengono abitualmente utilizzati dai Comuni, con un notevole miglioramento del livello di cooperazione fra gli enti, della condivisione e dell'accesso ai dati.
Ma l'approccio della Provincia di Pisa va oltre il mero sfruttamento economico dei vantaggi derivanti dall'Open Source (miglioramento efficienza interna): l'Ente ha assunto il ruolo di promotore dello sviluppo a livello locale, agendo da "facilitatore" nei confronti dell'iniziativa privata che è sorta intorno alla produzione di software Open Source (comprese le comunità di sviluppatori).
La Provincia di Pisa interpreta in maniera esemplare il ruolo della Pubblica Amministrazione come soggetto attivo nel sostegno della domanda di nuovi servizi software, in grado di sostenere - seppure parzialmente - la nascente industria nazionale del software a codice aperto.
Infatti lo stimolo allo sviluppo di una nuova base imprenditoriale proviene certamente dal naturale processo di accumulazione di competenze, e in misura sempre maggiore anche da un mercato di servizi IT basati su tecnologie Open Source. Tale mercato è alimentato a sua volta da una domanda privata, che si dimostra sempre più consistente, ma soprattutto dalla presenza di una domanda pubblica non marginale, espressa in modo consistente dalle amministrazioni locali.

Arianna Gagliardi
Senior Research Analyst, IDC Italia

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